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STMICROELECTRONICS: INVESTIRE PER RILANCIARE

pubblicato 27 ott 2015, 00:46 da 1   [ aggiornato in data 27 ott 2015, 00:46 ]
STMICROELECTRONICS:
IN EUROPA IL SETTORE DELL’INDUSTRIA ELETTRONICA DIGITALE E` IN PERICOLO
BISOGNA INVESTIRE PER RILANCIARLO

Chiediamo un intervento degli Stati Italiano e Francese, principali azionisti;
dei Governi Europei coinvolti;
del Parlamento e della Commissione Europea.

Le affermazioni fatte da Carlo Bozotti, CEO di STMicroelectronics, il 12 maggio 2015 in occasione della giornata degli investitori, aprono in qualche modo la strada alla chiusura del settore digitale in ST.
In precedenza il CEO aveva confermato la sua volontà di fermare lo sviluppo tecnologico per le tecnologie al di sotto dei 14 nanometri.
Tali asserzioni lasciano presagire il peggio per l’occupazione, non solo quella direttamente coinvolta, ma quella di tutta l’impresa, se si lascia andare avanti il processo di regressione. Un processo che è già costato, negli anni recenti, numerosi posti di lavoro in Europa e nei paesi del mondo in cui ST è presente. Più precisamente, tra il 2007 ed il 2011 la ST ha perduto 8560 dipendenti.
Nel corso dei 10 anni di presidenza di C. Bozotti, ST è caduta dal terzo all’undicesimo posto della classifica mondiale delle aziende produttrici di semiconduttori e si è perseguita una finanziarizzazione ad oltranza, nella sua gestione, che non ha prodotto alcun risultato. La cifra di affari è diminuita dal 2005 ad oggi di circa il 20%, e i profitti sono scomparsi nonostante un contesto favorevole e un mercato in forte crescita.
I dipendenti di ST hanno subito una rigida politica di austerità, mentre Bozotti ha visto aumentare la sua retribuzione del 258% in 10 anni.

Analogamente la massiccia distribuzione dei dividendi riduce le risorse disponibili per gli investimenti. Un po’ di cifre misurano la portata del problema:
  • Dal 1998 al 2004, ST ha guadagnato 3.95 Miliardi di $ e ha distribuito 312 Milioni di $ in dividendi.
  • Dal 2005 al 2014, ST ha perduto 3.6 Miliardi di $ ed ha distribuito 2.6 Miliardi di $ di dividendi.
I dipendenti denunciano questa «strategia» senza leggibilità ed a breve termine, che ha condotto STMicroelectronics a degli insuccessi commerciali ed a riorganizzazioni inefficaci. E` in gioco l’indipendenza tecnologica dell’Europa. Le sovvenzioni nazionali ed europee versate all’azienda per gli investimenti in R&D non devono servire a remunerare indecentemente gli alti dirigenti e gli azionisti, ma a sviluppare e vendere le tecnologie capaci di costruire l’avvenire e di creare posti di lavoro in Europa, utili alla popolazione.

Contrariamente a quanto affermano i dirigenti, non c’è un «problema nel settore digitale» che basti trattare con l’abbandono del settore stesso. C’è un problema dovuto alla gestione finanziaria ed ad una insufficienza degli investimenti che riguarda tutta l’azienda, sia nella parte digitale che in quella analogica.

ST impiega un totale di 43782 persone nel mondo:
In Francia 10980, in Italia 9790, a Malta 1688, in Germania 206, nel Regno Unito 145, nella Repubblica Ceca 137, 210 in Svizzera. ST è presente anche in altri paesi europei: Belgio, Finlandia, Ungheria, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Svezia, Turchia ed anche fuori dall’Europa.

ST è un’azienda importante in Europa, in particolare nel Sud, ed è la sola che conserva sia la R&D sia dei centri industriali importanti. La sorte delle attività presenti fuori dall’Europa è molto legata a quella dei centri europei ed alla strategia dell’azienda. Inoltre le competenze dell’insieme dei siti presenti nel mondo sono fortemente complementari.
La Francia e l’Italia hanno il controllo dell’azienda attraverso un «patto fra azionisti».

I delegati del Comitato Europeo interpellano gli Stati azionisti e tutti i governi e le istituzioni europee coinvolte. Essi chiedono:
  • L’abbandono della strategia finanziaria a breve termine
  • La priorità agli investimenti industriali ed all’innovazione
  • Una distribuzione dei dividendi subordinata agli utili della società e non un valore garantito a prescindere dai risultati
  • Un reale cambiamento della gestione con il ritorno ad una strategia di sviluppo a lungo termine in tutti i settori dell’azienda e gli investimenti necessari per garantire l’avvenire di tutti i siti, l’indipendenza tecnologica e la conservazione dei posti di lavoro in tutti i paesi.
  • Il rafforzamento del controllo pubblico paritario tra Francia ed Italia ed un sostegno reale da tali Stati:
      • - Proponendo un’azione presso l’Unione Europea per rinforzare la posizione di ST in Europa
      • - Imponendo un obbligo di risultati al gruppo dirigente
      • - L’impegno ed il controllo del gruppo dirigente nell’utilizzo dei fondi pubblici
  • Dei mezzi concreti per mettere in opera le ambizioni dell’Europa nel campo della microelettronica
  • La nomina di un nuovo gruppo dirigente la cui missione sia di rivitalizzare l’azienda, rinforzare gli investimenti industriali e nella Ricerca e Sviluppo, gestire le risorse.
  • Garantire un livello minimo nella qualità e nella quantità dell’occupazione nei siti europei.
Ai nostri giorni si parla sempre più di rivoluzione digitale, di “Internet Of Things” ed argomenti simili, ma non bisogna dimenticare che alla base di tale rivoluzione ci sono i componenti digitali. Dobbiamo recuperare la microelettronica e legarla ai bisogni a valle, per consolidarla in Europa, favorendo le necessarie cooperazioni tra gli stati membri,

I rappresentanti del CAE (Comitato Aziendale Europeo) sollecitano al più presto un incontro con i rappresentanti degli Stati Francese ed Italiano e della Commissione Europea, per parlare dell’avvenire della società STMicroelectronics in Europa.
Lettera sottoscritta dai delegati del CAE (Comitato Aziendale Europeo) di STMicroelectronics riuniti il 17 Giugno 2015 a Parigi.

In attesa di una risposta, vi prego di accettare, Signore, Signora, i nostri distinti saluti

Mr. Henri Errico
Segretario del Comitato Aziendale Europeo STMicroelectronics Secrétaire du Comité Européen d’Entreprise STMicroelectronics

Secretary of STMicroelectronics European Work Council