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Maternità e Paternità

Premessa: le normative (testi di legge, dlgs, dm, circolari, contratto nazionale e accordistica interna) in tema di maternità, prevedono tutele, riportate negli allegati a fine pagina, anche per casistiche riguardanti l'adozione, gli affidi e l'assistenza a persone con disabilità. A tal proposito, qualora abbiate quesiti o domande, contattateci.

Tipologie di congedo:
  • Congedo di maternità: 
astensione obbligatoria dal lavoro della madre

  • Congedo di paternità:
astensione obbligatoria dal lavoro del padre fruito in alternativa al congedo di maternità

  • Congedo parentale:
astensione facoltativa della madre e del padre


ASTENSIONE OBBLIGATORIA 
o Congedo di maternità/paternità
  • Durata complessiva: 
5 mesi, di cui 2 mesi precedenti la data presunta del parto e 3 successivamente a tale data (oppure "1 e 4").
N.B. I papà possono godere di tale congedo nei casi di morte o grave infermità della madre, abbandono del bambino o affidamento al padre in via esclusiva

  • Trattamento economico: 
 100% della retribuzione (80% + integrazione del datore di lavoro prevista dal CCNL)


Caso in cui il parto avvenga in una data antecedente a quella prevista:

Esempio

Data presunto: 15 Maggio 2015.

Inizio congedo obbligatorio: 15 Marzo 2015.

Fine congedo obbligatorio: 15 Agosto 2015.

ma

Parto effettivo: 07 Marzo 2015 .

Inizio congedo obbligatorio: 07 Gennaio 2015

Giornate non fruite: 2 mesi 

Fine congedo obbligatorio: 15 Ottobre 2015*

*Data presunto + 3 mesi + giornate/mesi non fruite/i



Permessi per nascita figli.

In relazione a questo evento, sara' concesso un giorno di permesso retribuito.

ll permesso è usufruibile in uno dei seguenti giorni:

- giorno precedente la nascita;

- giorno della nascita;

- giorno seguente la nascita.

Dovra' essere presentato il certificato di nascita o un documento sostitutivo dello stesso.



2 giorni di congedo obbligatorio per il padre (Legge di Stabilità 2016):
Il padre deve astenersi  dal lavoro per almeno 2 giorni entro 5 mesi dalla nascita.
Ciò rivede la legge sperimentale 2013-2015 che assimilando una direttiva europea, prevedeva l'astensione obbligatoria dal lavoro di 1 giorno alle stesse condizioni.
Tali giornate di congedo non incidono sul periodo di astensione materno e sono usufruibili in contemporanea al congedo fruito dalla madre. 
Il trattamento economico, sottoforma di indennità INPS, è pari al 100%.



Entro gli stessi 5 mesi il padre può godere di ulteriori 2 giorni di astensione in alternativa ai giorni di astensione obbligatoria della madre. 
In questo caso, ciò incidera sui giorni restanti di astensione obbligatoria della madre.

In entrambi i casi, il periodo di preavviso è di 15 giorni.



ASTENSIONE FACOLTATIVA
o Congedo parentale
  • Durata complessiva:
 10 mesi complessivi (elevabili a 11 mesi*) tra madre e padre, di cui massimo 6 mesi (elevabili a 7 mesi per il padre*) per ciascun genitore fino ai 12 anni di età del bambino.

*qualora il padre usufruisca di più di 3 mesi di congedo parentale.

N.B.: questo significa che può verificarsi la condizione per cui il padre usufruisca di 7 mesi e la madre di 4).

  • Trattamento economico: 
    • 30% della retribuzione fino a 6 mesi complessivi tra madre e padre di congedo parentale e fino al compimento del 6° anno di età:
          • 50% della retribuzione per i padri con qualifica impiegatizia che abbiano usufruito di almeno 3 mesi di congedo e fino ad un massimo di 6 mesi (Contratto Integrativo STMicroelectronics 2009). Dal 4° mese quindi il trattamento economico sarà pari al 50%. Gli importi relativi ai 3 mesi precedenti saranno integrati.
          • 50% della retribuzione per le madri impiegate (completata l'astensione obbligatoria ed entro il 6° mese dalla data di inizio dell'astensione obbligatoria) (Accordo di compattamento ST 1999)
    • NON RETRIBUITO superati i 6 mesi complessivi o il 6° anno di età del bambino e fino ai 12 anni di età del bambino

DI SEGUITO UNA TABELLA REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON ALCUNI DIPENDENTI ST, CHE RIASSUME QUANTO APPENA DESCRITTO (cliccate sull'immagine per scaricare il pdf della tabella):

https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=sites&srcid=ZGVmYXVsdGRvbWFpbnxzZW56YXRyb3BwZW1lbmF0ZXxneDozOTI0YTUxYTRiMmE3MTAx

  • Richiesta del congedo: 
    • FRUZIONE GIORNALIERA
        • deve essere effettuata telematicamente attraverso il portale dell'INPS
        • preavviso di almeno 5 giorni
    • FRUIZIONE ORARIA
        • in assenza di definizioni aggiuntive in sede di contrattazione collettiva (CCNL) o di 2° livello è possibile richiedere un congedo pari  alla metà dell'orario di lavoro medio giornaliero.
        • deve essere effettuata telematicamente attraverso il portale dell'INPS; un "chiarimento" fornito da Confindustria e INPS "chiarisce" che nel modulo andranno indicate le giornate in cui si intende usufruire della fruizione oraria: ciò significa che la "richiesta minima" è di 2 mezze giornate, ossia 1 giorno. Andranno indicati il numero di giorni di congedo parentale che si intende consumare in modalità oraria nel mese stesso e l'arco temporale nel quale si prevede di effettuare le assenze per “mezze giornate”. Per quanto riguarda il trattamento economico,  l'indennità non viene rapportata alle ore di congedo effettivamente fruite nelle giornate lavorative richieste, ma a  giornate intere di congedo parentale.
        • preavviso di almeno 2 giorni


!!! IMPORTANTE !!!
Come chiarisce il Messaggio INPS del 18 ottobre 2011, n. 19772 (dove vengono riportati più esempi), i giorni di sabato o dì domenica o comunque i giorni festivi successivi ai giorno di rientro al lavoro NON vengono computati nel congedo parentale nel caso in cui venga interrotta la fruizione del congedo con la ripresa dell'attività lavorativa in una giornata antecedente la fruizione del congedo stesso.


Esempio (dipendente che opera dal lunedì al venerdì)

Richieste di congedo

  • da Lunedì 1 a venerdì 5 
  • da Lunedì 8 a venerdì 12


In questo caso sabato 6 e domenica 7 vengono conteggiati come giorni di congedo parentale.




Novita normative(???) 
"(SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE IL TESTO ORGANICO DELLE TIPOLOGIE CONTRATTUALI E LA REVISIONE DELLA DISCIPLINA DELLE MANSIONI, IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 10 DICEMBRE 2014, N. 183)
Il lavoratore può chiedere, per una sola volta,la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale (PART-TIME) per un periodo corrispondente al congedo parentale, con una riduzione d’orario non superiore al 50 per cento dell'orario di lavoro. "
Il decreto in commento ha introdotto una nuova fattispecie di diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale: il lavoratore può, infatti, richiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo residuo, la trasformazione del proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, con una riduzione di orario non superiore al 50%.
Qualora il lavoratore eserciti tale facoltà, rinunciando al proprio periodo di congedo parentale, il datore di lavoro deve dar seguito alla trasformazione richiesta entro quindici giorni.



RIPOSI GIORNALIERI
  • Durata complessiva:
spettano ad entrambi i genitori durante il primo anno di vita del bambino nelle seguenti misure:
        • 1 ora - con orario di lavoro inferiore alle 6 ore
        • 2 ore - con orario di lavoro uguale o maggiore alla 6 ore

  • Trattamento economico: 
    • 100% della retribuzione 
  • Quando può usufruirne il padre?
    • Nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
    • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
    • nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
    • in caso di morte o di grave infermità della madre.

Le circolari INPS n.112 del 15/10/2009  e  n.118 del 25/11/2009 specificano che nelle ipotesi di madre casalinga e autonoma, il padre dipendente può utilizzare i riposi a partire dal giorno successivo ai 3 mesi dopo il parto (ossia a partire dal giorno successivo alla fine del periodo di maternità riconosciuto per legge).

  • Modalità di richiesta per il padre
    • compilare il modulo INPS cartaceo SR90 e....
          • presentare la domanda all'INPS di residenza  o domicilio attraverso il patronato o individualmente o attraverso raccomandata A/R
          • presentare copia della domanda protocollata, al datore di lavoro


Per quanto riguarda la madre, una volta attestata la nascita del figlio, il datore di lavoro riconosce i riposi giornalieri.

Durante il congedo di maternità la madre non ha diritto a fruire dei riposi orari per allattamento.



CONGEDO PER MALATTIA DEL FIGLIO
  • Durata complessiva:
spettano ad entrambi i genitori durante il primo anno di vita del bambino: fino ai 3 anni di età del bambino per tutta la durata della malattia.

Nell'accordo sindacale interno del 23 giugno 2009, è previsto che, per ciascun genitore, il numero di giorni di permesso per la malattia dei figli dai 3 agli 8 anni di età passa dai 5 previsti per legge, a 10 giorni.

  • Trattamento economico: 
    • NON RETRIBUITO

 

Con il CCNL del 2012 è stata introdotta la seguente normativa:


in caso di eventi morbosi (malattie) di familiari conviventi entro il 1° grado (figli fino a 13 anni, genitori e coniuge) si ha diritto alla fruizione di PAR a proprio carico, secondo le seguenti condizioni:

  • Contattare il datore di lavoro entro 2 ore dall’inizio del turno
  • Presentazione di documentazione idonea (ad esempio il certificato del medico curante)
IMPORTANTE
La possibilità di utilizzare i propri PAR per le malattie dei figli permette di non ricorrere necessariamente ai PNR (permessi non retribuiti) come previsto fino al 2012 dalle normative.


LAVORO NOTTURNO
Accertato lo stato di gravidanza è vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6 fino al compimento del primo anno di età del bambino.

Non vige l'obbligo (ALTERNATIVAMENTE FRA MADRE E PADRE) di prestare lavoro notturno  fino al compimento del 3° anno di età del bambino.

Fino al 18°anno di età del bambino, è possibile richiedere esenzione dal lavoro notturno per le madri aventi marito operante su 3 turni o a notte fissa (accordistica interna 1995)


Cumulabilità dei permessi:

Alcuni riferimenti noromativi: 
(DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151)


L'incumulabilità riguarda solo i permessi e congedi disciplinati dal Tu, non dalla contrattazione (PAR, ferie, etc. etc. ...)



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Collettivo FIM,
8 set 2015, 22:39
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1 ott 2015, 00:11
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8 set 2015, 22:42
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30 set 2015, 23:31
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