Legge 104

* Di seguito il link alla guida sul congedo straordinario: 






La Legge 104 del 5 febbraio 1992 ("Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate") all'art.33 prevede agevolazioni lavorative (permessi orari, giornalieri, congedo parentale prolungato e straordinario) per i familiari che assistono persone con handicap e per gli stessi lavoratori con disabilità con connotazione di gravità.
La situazione assume la connotazione di gravità nel momento in cui è necessario un intervento assistenziale permanente per ridotta autonomia personale.
Attraverso l’articolo 24 della Legge 4 novembre 2010, n. 183 è stato abrogato  l’obbligo della continuità ed esclusività dell’assistenza che, quindi, non sono più richieste ai fini della concessione dei permessi lavorativi ex Legge 104/1992.
Questo significa che non è più necessario essere…
…conviventi o prossimi all’abitazione della persona da  assistere
…l’unico familiare a poter supportare la persona con disabilità.

Come accertare

1. Rivolgersi al medico curante il quale attesterà la natura delle infermità invalidanti, invierà telematicamente il certificato all’INPS e consegnerà all’interessato un codice numerico che identifica l’operazione ed il certificato stesso.

2. Entro 30 giorni presentare la domanda attraverso un patronato oppure personalmente sempre in via telematica attraverso i servizi online del sito INPS.

3. il sistema rilascia ricevuta dell’accettazione della domanda contenente (non sempre) la data di convocazione a visita che per necessità comprovate può essere effettuata a domicilio salvo il preavviso di almeno 5 giorni per via telematica da parte del medico curante.

4. se al termine della visita viene approvato all’unanimità, il verbale, validato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS è considerato definitivo altrimenti l’INPS sospende l’invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS il quale può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere ad una nuova visita nei successivi 20 giorni.

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N.B.
farsi consegnare dal medico curante il certificato introduttivo firmato in originale, in quanto sarà necessario al momento della visita è possibile modificare la data di visita proposta dal sistema una sola volta ed entro limiti di tempo predefiniti; 
la mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessaI cittadini ai quali non può essere rilasciato il PIN attraverso le modalità sopradescritte perché l’Istituto non dispone dei dati anagrafici, devono richiederlo direttamente presso gli uffici INPS portando con sé un documento d’identità valido e il codice fiscale/tessera sanitaria.
Per i minori non ancora in possesso del documento d’identità è sufficiente esibire il codice fiscale o la tessera sanitaria.
a proprie spese è possibile farsi assistere durante la visita da un medico di fiducia
Nel caso in cui la Commissione medica entro tre mesi dalla presentazione della domanda non fissi la visita di accertamento,presentare una diffida all'Assessorato regionale competente che provvede a fissare la visita entro il termine massimo di 270 giorni dalla data di presentazione della domanda; se questo non accade (silenzio rigetto) si può ricorre al giudice ordinario.
Nel caso di mancato riconoscimento sanitario è ammesso il solo ricorso in giudizio entro 180 giorni - a pena di decadenza - dalla notifica del verbale sanitario.


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NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI (Legge 12 marzo 1999 n.68)

Si applica nei casi di:

  • Riduzione capacità lavorativa superiore al 45%
  • Grado di invalidità superiore al 33% accertata dall’INAIL
  • Persone non vedenti (cecità assoluta o residuo visivo non superiore a un decimo) e sordomute (sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua)
Quote di riserva

Il datore ha obbligo di assunzione (in piccola parte anche nominativa) nella misura di:

Oltre i 50 dipendenti:        7% dei lavoratori occupati
≥ 36 ≤ 50 dipendenti:        2 lavoratori
≥ 15 ≤ 35 dipendenti:        1 lavoratore


Per le imprese l’obbligo è sospeso in caso di mobilità e durante misure urgenti a sostegno e incremento dei livelli occupazionali. 

Il numero di soggetti computabili per la determinazione della quota di riserva non comprendono:
  • Lavoratori con contratto a tempo determinato non  a 9 mesi
  • Soci di cooperative di produzione e lavoro
  • Dirigenti
  • Lavoratori che divengono inabili (riduzione capacità lavorativa inferiore al 60%) allo svolgimento delle proprie mansioni in seguito a infortunio o malattia
  • Lavoratori che divengono inabili a causa di inadempimento da parte del datore in materia di sicurezza e igiene del lavoro

Le frazioni percentuali superiori allo 0.50 sono considerate unità.
Sono computati invece i lavoratori disabili dipendenti occupati a domicilio o con modalità telelavoro. 

Per i lavoratori che divengono inabili, l’infortunio e la malattia non costituiscono giustificato motivo di licenziamento nel caso possano essere adibiti a mansioni equivalenti o inferiori (conservando il trattamento della mansione di provenienza se più favorevole).
Nell’eventualità non sia possibile l’assegnazione vengono introdotti senza graduatoria dagli UFFICI COMPETENTI presso un’altra azienda.